La Commissione europea ha pubblicato una bozza del regolamento con cui intende aumentare le restrizioni all’impiego delle munizioni in piombo, fino a imporre un divieto con pochissime deroghe.
Non ci sono soltanto la caccia e i cacciatori tra i destinatari del divieto cui la Commissione europea sta lavorando: le nuove restrizioni, pesantissime, all’impiego delle munizioni in piombo rischiano di coinvolgere anche il tiro sportivo.
Nella bozza del regolamento che nel prossimo mese il comitato Reach inizierà a discutere s’ipotizza di estendere il divieto a tutti gli impianti sportivi outdoor, nei quali nel giro d’un quinquennio non si potranno usare munizioni in piombo né spezzate né a palla; faranno eccezione le strutture autorizzate, ossia quelle attrezzate per impedire la dispersione del piombo nell’ambiente, che potranno andare avanti per altri quindici anni.
Altre deroghe riguarderanno il tiro indoor, le forze di polizia e militari, le munizioni full metal jacket, le armi d’epoca, ad avancarica e ad aria compressa, e le manifestazioni tradizionali e culturali.
Entro un anno e mezzo dall’eventuale approvazione del regolamento sulle scatole di munizioni in piombo dovrà comparire l’avviso che «questo prodotto è molto tossico per l’ambiente, e che può compromettere la fertilità», e che l’uso ne sarà vietato nel futuro prossimo; un obbligo simile investirà anche i rivenditori, che per mettersi in regola avranno a disposizione soltanto sei mesi.
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